sabato 23 aprile 2016

ALLA BIBLIOTECA STATALE BALDINI PRESENTAZIONE DEL LIBRO “I BASTIONI DI GONDOLIN”



Venerdì 29 Aprile p.v., dalle 18:00 alle 19:30, si terrà presso la Sala Consultazione della Biblioteca Statale Antonio Baldini, via di Villa Sacchetti, 5 (quartiere Parioli), la presentazione del libro “I Bastioni di Gondolin” - AA.VV. - casa editrice “L’Arco e La Corte”. L’evento, patrocinato dal MIBAC - Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali e dalla Società Tolkieniana Italiana, e organizzato dall’Ateneo Tradizionale Mediterraneo in collaborazione con lo Studio Scopelliti-Ugolini, è inserito nella manifestazione giunta ormai alla sesta edizione “Il Maggio dei Libri - Leggere fa Crescere 2016”. I saluti iniziali saranno affidati a Luigi Pruneti, rettore dell’Ateneo Tradizionale Mediterraneo; a seguire gli interventi di Maurizio Cohen, scrittore e sceneggiatore di opere cinematografiche, Gianfranco de Turris, giornalista e saggista e Roberto Pinotti, scrittore, giornalista e direttore di importanti riviste scientifiche. Moderatore sarà lo scrittore Marco Galeazzi.
Durante la serata saranno eseguiti brani di musica celtica con strumenti tradizionali a cura del M° Oscar Bonelli. Al termine buffet e degustazione di vini dell’Azienda agricola “Casale del Giglio”. La partecipazione all’evento è libera e gratuita.
“Gondolin è la rocca nascosta, protetta dai Monti Cerchianti, Gondolin è l'estremo rifugio voluto da Turgon, figlio di Fingolfin, Gondolin è "la Città dai sette nomi, dove chiunque combatta... Melkor può trovare speranza". Chi leggerà questo libro giungerà nella piana di Tumladen, salirà sulle pendici del "Colle di Guardia" e varcherà le bianche mura di Gondolin. Vi troverà sorgenti d'acqua corallina, vedrà l'alta Torre del re, ammirerà le immagini di Laurelin dai fiori d'oro e di Telperion, dai fiori d'argento, ma soprattutto scoprirà i tanti segreti della Terra di mezzo, della sua storia e dei suoi multiformi abitanti”

Info e contatti:
Studio Scopelliti-Ugolini

martedì 12 aprile 2016

I Visconti. Storia di una famiglia di Francesco Cognasso dal 28 aprile 2016 in libreria per Odoya



L’epopea della famiglia Visconti, una delle più antiche dinastie europee, dalle leggende sulle origini coi vicecomites dell’XI secolo all’ascesa al governo della Milano medievale e rinascimentale durato due secoli. A partire dal XIV secolo i Visconti portarono alla città un periodo di gloria e ricchezza e, nel giro di una generazione, estesero il loro potere a tutte le città del circondario: Bergamo, Novara, Cremona, Como, Lodi, Piacenza e Brescia. Sempre sotto il dominio della famiglia Visconti Milano vide la costruzione del duomo, che divenne il simbolo della città. Una descrizione accurata dei personaggi, del contesto sociale e delle relazioni politiche e amorose che si sono avvicendate nella Milano del Medioevo e del primo Rinascimento. Sulla scorta di cronisti d’eccezione come Galvano Fiamma e Bernardino Corio, l’autore elenca con straordinaria precisione alleanze, tradimenti e battaglie con Firenze e Venezia, contro il papato e il Sacro Romano Impero, fatti che hanno reso i Visconti l’emblema della Roma secunda che ancora oggi porta il loro biscione come vessillo: come scrive Dante, «la vipera che ’l Melanese accampa». Parallelamente, il lettore scoprirà la Milano nascosta e la vita di milanesi pronti ad affollarsi alle porte della città se chiamati a difenderla o a proclamare un nuovo signore. Attraverso le gesta controverse di Matteo, Luchino, Azzone, Bernabò, Gian Galeazzo, Valentina, Filippo Maria, si snoda il lungo racconto di una famiglia che ha lasciato tracce indelebili su tutto il Nord d’Italia, dall’architettura alle forme di governo, dallo sfarzo della sua corte al suo potente esercito.  

Francesco Cognasso (1886-1986) è stato uno dei maggiori storici italiani. Professore di Storia medievale presso l’Università di Torino, preside della facoltà di Magistero della stessa città dove insegnava Storia moderna. Dichiarato professore emerito. Tra il 1930 e il 1934 direttore della Rivista storica italiana, presidente della Deputazione Subalpina di Storia Patria, direttore del Bollettino storico- bibliografico subalpino e consigliere del Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo. Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, presidente della Mostra storica organizzata in occasione del Centenario dell’Unità d’Italia, nel 1961. La città di Torino gli ha intitolato una biblioteca civica. Già pubblicato per Odoya, Storia delle Crociate (2015).

venerdì 8 aprile 2016

Gli Hohenzollern. Dal Grande Elettore a Gulglielmo II di Walter Henry Nelson (Per i tipi di Odoya dal 28 aprile 2016 in libreria)



“La Prussia, disse Lord Acton, non era un gigante, ma un atleta: i suoi allenatori furono gli Hohenzollern, che prima svilupparono i muscoli di quello Stato e, più tardi, li flessero. Furono gli Hohenzollern a trasformare una creatura debole e fragile, oggetto di derisione, in un colosso temuto e perfino rispettato. Il Land del Brandeburgo, con il quale diedero inizio al processo di edificazione della Prussia, era un territorio periferico, infecondo, arretrato e senza sbocchi sul mare; inoltre i possedimenti della famiglia rimasero per secoli distanziati fra loro, con tutti gli inconvenienti che ne derivavano, e virtualmente impossibili da difendere. Nonostante così gravi svantaggi, nonostante la mancanza di denaro o di risorse naturali, gli Hohenzollern edificarono un regno che diventò un impero. L’unità tedesca, che da Carlo Magno in poi aveva cessato di esistere, fu ricreata nel 1871, quasi novecento anni dopo, sotto un Hohenzollern re di Prussia. […]
Come scrisse lo storico G.P. Gooch: «Quattro sovrani Hohenzollern, nello spazio di centocinquanta anni, diedero alla Prussia un suo posto nella carta geografica del mondo». Il più grande di questi re fu Federico II, il quale, grazie a un’imperturbabile e audace politica di aggressione, fece della Prussia una grande potenza.
La vitalità degli Hohenzollern era enorme, e gli Asburgo diventarono ben presto per loro il rivale da vincere, anche se gli eserciti austriaci superavano di gran lunga per numero quelli prussiani.
In conclusione, la Prussia che essi crearono risultò un complesso sconcertante di contraddizioni apparenti; fu una riserva dell’assolutismo monarchico, ma anche un Rechtsstadt, cioè uno stato retto da leggi, alle quali obbedivano anche i potenti. […]
Il Kaiser Guglielmo II, l’ultimo degli Hohenzollern che regnò in Germania, avrebbe potuto far suo il motto «après nous le déluge»; infatti il collasso della famiglia sconvolse a tal punto il suo stato da scatenare, alla fine, un vero e proprio diluvio. Esso si chiamò nazismo, e il suo impeto spazzò via tutto ciò che gli Hohenzollern avevano costruito con tanta diligenza e con tanta brutalità, ma sempre con amorosa cura: lo stato, il modo di vita e la forma mentis che si chiamavano prussiani” .

Walter Henry Nelson, figlio di un diplomatico statunitense inviato a Berlino dopo la Prima guerra mondiale, è considerato uno dei più brillanti storici anglosassoni.
È autore di numerosi studi sul mondo germanico, tra i quali il famoso The Berliners, Their Saga and Their City e Small Wonder: The Amazing Story of the Volkswagen. Vive a Londra e collabora con le maggiori riviste storiche inglesi.